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Hirpinia, lento scorrere. Un paesaggio antropizzato

Hirpinia Raffaele inglese
L’Irpinia delle coltivazioni, di quell’eolico che avrebbe potuto essere un riscatto e si è rivelato l’ennesimo fallimento, dei raccordi stradali e delle fabbriche. Paesaggi antropizzati che però lasciano un retrogusto differente, quasi un’impressione di desertificazione, raccontando l’allontanamento fra l’uomo e i risultati del suo lavoro. Ciò che emerge da questa serie di scatti è la stasi, la scelta del bianco e nero ne aumenta ulteriormente l’effetto: c’è attività però non attivismo, tutto appare cristallizzato in un limbo infinito. Il paesaggio sembra aver assorbito le creazioni ma rigettato fuori gli stessi creatori, trasformandosi da orizzonte in barriera impenetrabile. Le strade si aprono come ferite nel verde, le pale eoliche si ergono indifferenti a qualunque cosa le circondi, case ammonticchiate si contrappongono a campi arati. È una bellezza squarciata quella che testimoniano le immagini scelte, catturate dall’alto, denuncia di un’umanità onnipresente ed avida mentre la natura pare quasi asservita al gioco, sul punto di essere completamente dominata. È una terra di occasioni mancate e silenzioso procedere che resta impigliata in se stessa, lasciando a chi guarda il compito di riconoscere le energie superstiti scavando in un vuoto che sembra pieno.
Domenico Carrara

Scrittore

Maggio 2016

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